PROBLEMATICHE RELATIVE ALLA RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE EX CENTRALE ENEL DI PORTO TOLLE
I Consiglieri Comunali, Claudio Bellan, Valerio Gibin, Michela Ferrarese, Cosetta Nicolasi, Silvia Siviero, chiedono che venga inserito nel prossimo consiglio comunale la questione Enel
PREMESSO CHE
ENEL nel maggio 2016, ha lanciato una procedura pubblica per l’acquisizione e riqualificazione del sito di Porto Tolle (progetto Futur-e) e per questa iniziativa hanno collaborato con Enel il Politecnico di Milano e gli enti locali del territorio di Porto Tolle.
A settembre 2017 si sono conclusi i lavori della Commissione Giudicatrice, chiamata a valutare l’idoneità dei progetti presentati in base a criteri di sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Enel ha quindi avviato la negoziazione con le controparti che hanno presentato i due progetti ritenuti idonei per l’area. A luglio 2018 Enel ha firmato una lettera di intenti con la società Human Company, che ha presentato un progetto per trasformare il sito in un innovativo villaggio turistico open air.
L’impianto ha cessato le attività di produzione il 1° gennaio 2015, dopo essere stato dichiarato in conservazione.
Alcuni componenti principali dei gruppi di generazione sono smontati e sono terminate le demolizione dei retro caldaia Gruppi 3 e 4, della stazione di pompaggio del parco nord e del caricamento autobotti del gasolio.
Il 24 gennaio 2017 con delibera n° 12 la Giunta Comunale del Sindaco Bellan con atto di indirizzo assumeva impegni prioritari su tali problematiche e, per esempio, deliberava di impegnare Enel alla demolizione e bonifica del sito della centrale a garanzia per lo sviluppo di attività sostenibili e coerenti con le attività produttive di agricoltura, pesca, turismo…. Di Impegnare Enel al rilanciare l’economia e l’occupazione locale sia durante i cantieri di demolizione sia nella riqualificazione, richiedere l’impegno da mantenere un presidio per impiegare gli attuali dipendenti, a ritenere strategici ii centro informazione la mensa area albanella, ecc.
CONSIDERATO CHE:
Attualmente i lavori di demolizione e bonifica si sono praticamente esauriti;
Il personale delle ditte esterne, quasi tutti locali, da settembre ad oggi si è dimezzato;
In questo momento sono in chiusura le attività predisposte negli anni precedenti;
Negli ultimi mesi nessun nuovo appalto è stato pubblicato da Enel;
L’appalto di gestione della mensa della Centrale che attualmente prepara i pasti per i dipendenti Enel e per le ditte che vi lavorano, nonché i pasti delle Scuola Primaria di Cà Tiepolo, pare cesserà entro giugno di quest’anno, con il conseguente disagio per i lavoratori Enel e delle ditte presenti nel sito, ammesso ve ne siano ancora, che non avranno più la possibilità di usufruirne;
Le famiglie dei bambini della Scuola Primaria, con il prossimo anno scolastico non avranno certezze di un servizio locale, rodato, sano e puntuale;
Con la chiusura della mensa ed il licenziamento delle maestranze presenti si andranno a creare ulteriori e gravi disagi a delle famiglie ed al territorio;
Senza nessun nuovo appalto il personale di tutte le ditte presenti verrebbe azzerato entro giugno di quest’anno, con conseguente spopolamento del cantiere dove sono impegnati molti lavoratori locali, senza dimenticare gli addetti alle pulizie civili ed industriali, gli addetti alla vigilanza ed alla mensa; dando così un ulteriore colpo all’economia locale e creando un susseguente impoverimento del nostro territorio;
Del progetto Delta Farm della Human Company non si hanno più notizie evidenti.
RICORDATO CHE;
Nel corso di questi ultimi anni, anche a seguito della continua dismissione della Centrale, i dipendenti di Enel e delle varie società di Enel con sede a Porto Tolle si sono mobilitati, coinvolgendo le rappresentanze sindacali e l’Amministrazione Comunale Bellan, e tutti assieme si sono fortemente impegnati chiedendo il mantenimento di una sede Enel nel nostro Comune.
RITENIAMO INOLTRE
Sia importante mantenere degli uffici Enel nel nostro Comune, il cui mantenimento, oltre che a mantenere del personale locale, creerebbe indotto e rappresenterebbe un ulteriore piccolo riconoscimento ad un territorio che ha sempre sostenuto e creduto in Enel.
RITENUTO CHE
Sia di estrema gravità la situazione che si è creata in Centrale vista l’importanza sociale ed economica per tutto il nostro territorio che, potrebbe portare, se non seguita adeguatamente a conseguenze impattanti gravi per la nostra Comunità.
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
Ad intraprendere tutte le iniziative istituzionali possibili, con interventi forti ed ufficiali verso
Enel e le varie Istituzioni pubbliche preposte, affinché sia data certezza: Sui tempi di bonifica e di demolizione; Sulla presenza di personale locale, nei vari appalti, almeno con le stesse percentuali
degli ultimi bandi; Sul coinvolgimento delle ditte e dei Consorzi locali nei futuri lavori; Sulle tempistiche del progetto Delta Farm; Sul mantenimento del livello occupazionale e degli uffici di staff Enel.
giovedì 14 marzo 2019
sabato 9 marzo 2019
Scardovari:Luigi Ricci di Goro,cade dalla barca e muore
Il 09 marzo 2019, verso le ore 16, in Porto Tolle (Ro), nelle acque della laguna denominata "Sacca degli Scardovari", Luigi Ricci – 71enne pescatore e pensionato di Goro (Fe), – mentre si trovava a bordo della sua imbarcazione seduto sulla scaletta di poppa, condotta dalla moglie convivente 70enne, intento a posizionare reti tipo "Nasse" per cattura anguille, a causa di una manovra cadeva fuori bordo battendo il capo sul fondale e perdendo i sensi.
Quando la donna si è accorta dell’accaduto ha iniziato le ricerche, unitamente ai figli corsi dalla vicina darsena, ove si trovavano, rinvenendo il corpo dell’uomo ormai privo di vita.
Per il recupero della salva è intervenuto personale della capitaneria di porto di Chioggia
Sul posto anche l'elisoccorso dei vigili del fuoco di Venezia e i carabinieri di Porto Tolle per le verifiche del caso – morte per cause accidentali – nessuna persona indagata
venerdì 1 marzo 2019
Porto Tolle:Ecco i nuovi vincoli nel mare Adriatico che bagna il Delta
225 chilometri quadrati che si estendono dalle 6 alle 12 miglia nel mare
Adriatico a largo della costa del Delta. Sono le misure dell’area Sic, abbozzata
dopo una serie di tavoli di concertazione tra le regioni del Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna,
le associazioni di categoria, le amministrazioni comunali e i pescatori. E’
quanto è emerso ieri al tavolo azzurro, convocato nella sala consigliare a
Porto Tolle, dal sindaco Roberto Pizzoli e dall’assessore alla pesca Tania
Bertaggia che ha introdotto la riunione facendo un excursus sulla vicenda.
“E’ chiaro che non posso essere felice dell’area individuata
davanti a Porto Tolle, -ha detto il sindaco Pizzoli- . Alla riunione del 7
marzo a Zagabria, la commissione europea dovrà definire l’area sic, definita
anche con le osservazioni sul lavoro che abbiamo fatto di concerto con il Gac
del Friuli e Veneto, ovvero il Tarta-tur, dal quale è emerso che i delfini e le tartarughe possono coesistere
con la pesca. Tutto un percorso iniziato prima con l’ex sindaco Bellan e poi con me. Un risultato finale,
questa bozza,importante, perché tutela la pesca professionale, rispetto a come
erano le prospettive iniziali.
“All’inizio infatti –spiega Thomas Galvan -era una zona a
forma di banana che partiva dal Friuli ,escludeva solo un pezzo nella laguna di Venezia per
arrivare fino all’Emilia Romagna”.-afferma
Thomas Galvan dell’Agriteco di Marghera, che ha redatto lo studio di
accompagnamento della bozza che verrà presentata il prossimo 7 Marzo a Zagabria.Sede
in cui la regione Veneto porterà avanti la posizione dei pescatori,ovvero che
non venga limitata la pesca”.
Luigino Pelà, direttore della cooperativa Pila, ribadisce
che i pescatori sono contrari all’istituzione
dei Sic Marini, perché come accaduto con il parco, “all’inizio viene detto che si tutela la pesca, poi invece si
impongono dei limiti”. Sulla stessa lunghezza d’onda,Giuliano Mazzucco della
cooperativa Pila “un po’ alla volta ci tolgono tutto il mare. E dobbiamo
sperare che non compaiono determinate specie di alghe marine, citati negli habitat europei, per i quali la comunità
europea, applicherebbe l’articolo 4, che
prevede in maniera automatica il divieto di pesca”
Ad evidenziare i ritardi degli interventi, l’ex sindaco Claudio
Bellan e la consigliera regionale Patrizia Bartelle
L’ex sindaco Claudio Bellan” La questione è nata qualche
tempo fa,nel 2015, poi ci si è mossi nel
2017 facendo squadra,coordinati dalla
regione veneto. All’inizio la preoccupazione era più grande, ora vedo una
situazione meno compatta. Il mondo della pesca non è proprio in linea con la
questione, perché probabilmente la bozza dovrebbe essere condivisa con i
presenti .Averla ,ci poteva aiutare a vederla per dare un maggior contributo. L’area
vasta è stata ridotta, ma compare davanti al nostro territorio, luogo dove
transitano delfini e tartarughe. Ma quando si parla di
territorio di tutela marino, significa introdurre delle limitazioni,che creano
squilibri e limitazioni. Spero che i
pescatori conoscono la bozza e l’accordo,che porterete a Zagabria il 7 Marzo, perché
io non l’ho visto.
Consigliera regionale Patrizia Bartelle, “La gente tocca con
mano qualcosa che doveva essere presa in mano prima, e quindi qui ci sono delle
responsabilità politiche. La questione era infatti iniziata nel 2015, ma la
regione Veneto,ancora una volta è intervenuta in ritardo, non prima del 2017,
come ha detto Bellan. Non dimentichiamo che la Regione Veneto ha delle responsabilità che si sommano ad altre
inadempienze dovute a mancati rispetti
dei termini di legge, per i quali sono
aperte delle infrazioni. Ora ci sono dei ritardi nell’arrivo dei soldi per risolvere i problemi
di vivificazione delle lagune, per i quali i pescatori aspettano da tempo. Anche
se i soldi arriveranno tra 7 giorni,
significa che la regione è nuovamente in ritardo. I pescatori hanno bisogno di
soluzioni ora, dopo tanti mesi di richieste, per continuare nella loro attività
di pesca, prima economia del territorio del Delta”
Il sindaco Pizzoli ha concluso dicendo che per la vivificazione delle lagune, se ne parlerà nuovamente davanti al prefetto il prossimo 13 Marzo e dopo l'approvazione in giunta regionale delle linee guida,necessarie per snellire i tempi burocratici per l'avvio dei lavori, sarà convocato un nuovo tavolo azzurro, per fare il punto della situazione
martedì 19 febbraio 2019
PORTO TOLLE:LA MINORANZA CHIEDE UN TAVOLO AZZURRO E IL PUNTO DEI LAVORI IN BARBAMARCO
Interrogazione – Bocca sud Laguna di Barbamarco
I sottoscritti Consiglieri Comunali, Claudio Bellan, Cosetta Nicolasi, Michela Ferrarese, Silvia Siviero e Valerio Gibin, ai sensi e per gli effetti degli idonei articoli dello Statuto e del Regolamento interrogano il Sindaco per sapere:
VISTO CHE
L’Amministrazione Regionale e l’Amministrazione Comunale hanno riempito i giornali di titoloni sulla soluzione, sempre ormai imminente, del gravissimo e decennale problema dell’interramento della Bocca Sud della Laguna di Barbamarco.
CONSIDERATO CHE
Ancor di più in queste ore, vedi gli allarmi ed i filmati, i pescatori di Pila stanno mettendo a rischio i propri mezzi di lavoro, rischiando la propria incolumità nel tentativo di rientrare in Porto.
RICORDATO CHE
L’Assessore regionale Corazzari a Dicembre 2018 dichiarava “Sempre per interventi che riguardano la vivificazione delle lagune del Delta il bilancio del consiglio regionale, con la sua approvazione, porta con se anche una importante novità. Per la prima volta è stato istituito un apposito capitolo di bilancio regionale per garantire adeguate risorse che consentiranno di affrontare costantemente e in modo organico il tema della vivificazione delle lagune del Delta del Po, per studiare i continui mutamenti di questi delicati ambienti e realizzare i relativi interventi. Il capitolo di bilancio è già stato finanziato con una dotazione certa di 300 mila euro e si potrà finalmente su questo particolare argomento abbandonare le iniziative ‘a spot’, in emergenza, e procedere con interventi strutturali e duraturi.”
E che
Come comunicava il 17 ottobre 2018, l’Assessore Bertaggia in Consiglio Comunale, “ La Regione ha messo a disposizione per gli interventi di scavo una somma, siamo sui 690.000 euro. Questo importo andrà spalmato, andrà dilazionato su un periodo triennale, proprio perché si sta cercando di uscire da quelli che sono interventi d’urgenza e di arrivare ad una programmazione nel tempo.”
La Regione ha istituito un gruppo di studio sulla realtà lagunare che ha stimato in sette milioni e mezzo di euro gli interventi a breve termine.
TUTTO CIÒ PREMESSO
INTERROGHIAMO IL SINDACO E L’ASSESSORE DI COMPETENZA PER SAPERE:
a) Cosa sta facendo l’Amministrazione comunale per affrontare questa ultima emergenza; b) Cosa la Regione ha in preventivo di fare nell’immediato per risolvere, almeno in parte, questa urgenza; c) Se ci sono novità dal tavolo di coordinamento regionale; d) Quali sono i prossimi interventi previsti nelle nostre Lagune; e) Se, ci sono novità dopo il viaggio romano del Sindaco e dell’Assessore alla pesca, al Ministero delle Politiche Agricole ed Economiche, al Ministero della Pesca, ricevuti dall’Onorevole Franco Manzato.
Chiediamo inoltre la convocazione di un Tavolo Azzurro dove discutere della grave situazione sopra citata
I sottoscritti Consiglieri Comunali, Claudio Bellan, Cosetta Nicolasi, Michela Ferrarese, Silvia Siviero e Valerio Gibin, ai sensi e per gli effetti degli idonei articoli dello Statuto e del Regolamento interrogano il Sindaco per sapere:
VISTO CHE
L’Amministrazione Regionale e l’Amministrazione Comunale hanno riempito i giornali di titoloni sulla soluzione, sempre ormai imminente, del gravissimo e decennale problema dell’interramento della Bocca Sud della Laguna di Barbamarco.
CONSIDERATO CHE
Ancor di più in queste ore, vedi gli allarmi ed i filmati, i pescatori di Pila stanno mettendo a rischio i propri mezzi di lavoro, rischiando la propria incolumità nel tentativo di rientrare in Porto.
RICORDATO CHE
L’Assessore regionale Corazzari a Dicembre 2018 dichiarava “Sempre per interventi che riguardano la vivificazione delle lagune del Delta il bilancio del consiglio regionale, con la sua approvazione, porta con se anche una importante novità. Per la prima volta è stato istituito un apposito capitolo di bilancio regionale per garantire adeguate risorse che consentiranno di affrontare costantemente e in modo organico il tema della vivificazione delle lagune del Delta del Po, per studiare i continui mutamenti di questi delicati ambienti e realizzare i relativi interventi. Il capitolo di bilancio è già stato finanziato con una dotazione certa di 300 mila euro e si potrà finalmente su questo particolare argomento abbandonare le iniziative ‘a spot’, in emergenza, e procedere con interventi strutturali e duraturi.”
E che
Come comunicava il 17 ottobre 2018, l’Assessore Bertaggia in Consiglio Comunale, “ La Regione ha messo a disposizione per gli interventi di scavo una somma, siamo sui 690.000 euro. Questo importo andrà spalmato, andrà dilazionato su un periodo triennale, proprio perché si sta cercando di uscire da quelli che sono interventi d’urgenza e di arrivare ad una programmazione nel tempo.”
La Regione ha istituito un gruppo di studio sulla realtà lagunare che ha stimato in sette milioni e mezzo di euro gli interventi a breve termine.
TUTTO CIÒ PREMESSO
INTERROGHIAMO IL SINDACO E L’ASSESSORE DI COMPETENZA PER SAPERE:
a) Cosa sta facendo l’Amministrazione comunale per affrontare questa ultima emergenza; b) Cosa la Regione ha in preventivo di fare nell’immediato per risolvere, almeno in parte, questa urgenza; c) Se ci sono novità dal tavolo di coordinamento regionale; d) Quali sono i prossimi interventi previsti nelle nostre Lagune; e) Se, ci sono novità dopo il viaggio romano del Sindaco e dell’Assessore alla pesca, al Ministero delle Politiche Agricole ed Economiche, al Ministero della Pesca, ricevuti dall’Onorevole Franco Manzato.
Chiediamo inoltre la convocazione di un Tavolo Azzurro dove discutere della grave situazione sopra citata
lunedì 4 febbraio 2019
I FLAG DELL'ALTO ADRIATICO INSIEME PER LA MAPPATURA DEI SIC MARINI
I
FLAG DEL DISTRETTO ALTO ADRIATICO
IN
PRIMA LINEA PER UNA MAPPATURA CONDIVISA DEI SIC MARINI
Si è tenuta a Bologna giovedì 31 gennaio 2019,
presso la sede della Regione Emilia Romagna, la riunione congiunta del Comitato
di Gestione e del Gruppo Tecnico del Distretto di Pesca Alto Adriatico.
Presenti gli Assessori regionali all'Agricoltura e Pesca di Veneto (Giuseppe
Pan), Emilia Romagna (Simona Caselli) e Friuli Venezia Giulia (Stefano Zanier),
il Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali
e del Turismo Franco Manzato, il Capo Dipartimento Andrea Comacchio e Eugenio
Duprè della Direzione generale per la protezione della natura e del mare.
Erano presenti anche il presidente del FLAG GAC Chioggia e Delta del
Po Roberto Pizzoli, il presidente del FLAG Veneziano Antonio Gottardo, i
rappresentanti del FLAG Costa dell’Emilia Romagna e del FLAG GAC FVG che nell’occasione
hanno presentato il Progetto di Cooperazione Interterritoriale
"Tarta-Tur". Il progetto, coordinato dall’Università degli Studi di
Padova, è in corso di realizzazione ed è finalizzato proprio alla valutazione
dell’interazione della pesca marittima e della maricoltura con le tartarughe e
i delfini nella fascia costiera del Distretto di Pesca Alto Adriatico.
Pizzoli “Come FLAG che operano nell’ambito del Distretto abbiamo preso
l’impegno di sostenere l’azione del governo centrale e delle regioni e abbiamo
voluto dare il nostro contributo con un progetto dedicato, il Tarta-Tur, per
garantire la partecipazione attiva del mondo della pesca e dell’acquacoltura che
è il primo a voler tutelare l’ambiente marino e le sue specie”.
Gottardo: "Allineamento istituzionale e condivisione di tutte e
quattro le Associazioni di categoria e della ricerca sulla necessità della
difesa della nostra pesca professionale e della tutela dell’ambiente".
Franco Manzato "Abbiamo individuato un percorso condiviso tra Distretto, Regioni,
Ministero dell’Ambiente e Mipaaft con l’obiettivo di definire le zone natura
2000 sulla base delle evidenze scientifiche e con una contestuale definizione
delle misure di gestione, abbiamo concordato un pacchetto unico per tutelare
efficacemente anche l’attività di pesca. Dunque attenzione sicuramente ai
delfini e alle tartarughe ma salvaguardiamo il lavoro dei pescatori di Veneto,
Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.” Pan: "La difesa della nostra
pesca professionale e la tutela dell’ambiente devono essere un unico tema.
Ringrazio per il supporto le categorie e i rappresentanti del mondo della pesca
e il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Padova che sta
seguendo il progetto Tarta-Tur".
sabato 2 febbraio 2019
CACCIA, INGENTE OPERAZIONE ANTIBRACCONAGGIO DEI CARABINIERI FORESTALI A PORTO TOLLE E CAMPAGNA LUPIA
Si è conclusa venerdì l'operazione finalizzata al contrasto del bracconaggio, che ha coinvolto i Carabinieri Forestali dei Gruppi di Venezia e Rovigo e del Nucleo Carabinieri CITES di Venezia, con il supporto del Reparto Operativo CITES – Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati a danno degli animali di Roma, che si sono avvalsi della continua collaborazione dei reparti territoriali dell’Arma dei Carabinieri interessati dall’operazione. I militari sono stati impegnati in sei giorni di controlli notturni e diurni negli ambienti umidi e lungo gli scanni deltizi delle due province, dove hanno sorpreso e denunciato sette cacciatori, quattro dei quali esercitavano attività venatoria con ausilio di potenti richiami elettronici vietati, tre invece sorpresi in possesso di un esemplare di oca selvatica appena abbattuto e con munizioni e parti di armi non denunciate alla competente autorità di Pubblica Sicurezza. Sono stati denunciati anche il titolare di un noto ristorante ed il proprietario di un'armeria di Campagna Lupia. Sequestrati complessivamente 5 fucili, 2 canne per fucile non denunciate, 541 munizioni spezzate, 27 munizioni a palla, 4 richiami elettronici vietati, 48 anatre, un'oca, un picchio verde, un totano moro impagliato, otto ulteriori anatre già pronte per essere somministrate dal ristorante. I 4 cacciatori sono stati sorpresi all'interno di due capanni lungo uno scanno nel Comune di Porto Tolle, dopo essere stati osservati dai militari mentre utilizzavano ripetutamente richiami elettronici potentissimi, espressamente vietati dalla legge vigente. Uno dei cacciatori aveva con sè anche un'arma modificata, che poteva esplodere un numero di colpi superiore a quelli consentiti. Poi le perquisizioni domiciliari condotte nelle abitazioni di due di questi individui hanno consentito di accertare detenzioni illecite di munizioni, parti di armi e l'omessa custodia di un fucile.
Per quanto riguarda invece i tre cacciatori denunciati a Campagna Lupia, essi sono stati sorpresi al rientro dall'attività venatoria con un esemplare di oca selvatica occultata in un telo. Le perquisizioni domiciliari condotte in provincia di Padova hanno poi consentito di individuare e sequestrare un esemplare particolarmente protetto di picchio verde, un totano moro impagliato, oltre ad una canna di fucile calibro 12 e 27 munizioni a palla non denunciate. Controlli anche in un'armeria dello stesso paese rivierasco, dove il titolare è stato denunciato per frode avendo commercializzato munizioni spezzate, caricate con piombo, con scritto esternamente "steel" (cioè acciaio) in modo da indurre in inganno eventuali acquirenti o organi di controllo sulla reale natura dell'oggetto, che nelle aree umide deve essere obbligatoriamente di metallo non inquinante. I controlli lungo la filiera che dal prelievo venatorio portano al consumo hanno anche condotto i militari in un noto ristorante sempre di Campagna Lupia, dove è stato accertato che il titolare stava preparando 7 anatre provenienti dalle valli di caccia, il cui commercio è espressamente vietato, per la somministrazione ai clienti. Infine, i controlli amministrativi condotti in tre valli da caccia nei Comuni di Porto Tolle e Campagna Lupia hanno portato alla contestazione di 34 verbali amministrativi per abbattimenti di anatre in numero superiore a quanto consentito, mancate annotazioni sui tesserini di caccia e sui registri, oltre ad un verbale per abbandono di rifiuti sul terreno a carico di un capovalle. In tali situazioni sono state sequestrate amministrativamente 47 anatre.
Per quanto riguarda invece i tre cacciatori denunciati a Campagna Lupia, essi sono stati sorpresi al rientro dall'attività venatoria con un esemplare di oca selvatica occultata in un telo. Le perquisizioni domiciliari condotte in provincia di Padova hanno poi consentito di individuare e sequestrare un esemplare particolarmente protetto di picchio verde, un totano moro impagliato, oltre ad una canna di fucile calibro 12 e 27 munizioni a palla non denunciate. Controlli anche in un'armeria dello stesso paese rivierasco, dove il titolare è stato denunciato per frode avendo commercializzato munizioni spezzate, caricate con piombo, con scritto esternamente "steel" (cioè acciaio) in modo da indurre in inganno eventuali acquirenti o organi di controllo sulla reale natura dell'oggetto, che nelle aree umide deve essere obbligatoriamente di metallo non inquinante. I controlli lungo la filiera che dal prelievo venatorio portano al consumo hanno anche condotto i militari in un noto ristorante sempre di Campagna Lupia, dove è stato accertato che il titolare stava preparando 7 anatre provenienti dalle valli di caccia, il cui commercio è espressamente vietato, per la somministrazione ai clienti. Infine, i controlli amministrativi condotti in tre valli da caccia nei Comuni di Porto Tolle e Campagna Lupia hanno portato alla contestazione di 34 verbali amministrativi per abbattimenti di anatre in numero superiore a quanto consentito, mancate annotazioni sui tesserini di caccia e sui registri, oltre ad un verbale per abbandono di rifiuti sul terreno a carico di un capovalle. In tali situazioni sono state sequestrate amministrativamente 47 anatre.
martedì 8 gennaio 2019
PORTO TOLLE:LA MINORANZA ATTACCA "IAT CHIUSO.VOTO 0 A PIZZOLI"
IAT CHIUSO, VOTO ZERO A PIZZOLI
L'Italia guarda "4 ristoranti" e il sindaco perde il traino della tv con la chiusura dell'ufficio di accoglienza turistica
Non c'è accoglienza e informazione turistica a Porto Tolle da quando l'amministrazione Pizzoli non ha rinnovato la convenzione con la Pro loco per la gestione dello Iat. Chi ha bisogno di informazioni per visitare il principale comune del Delta del Po, chi vuole pianificare un soggiorno o avvicinarsi a un territorio che fa parte dei siti considerati dall'Unesco patrimonio dell'umanità e Riserva di biosfera, dovrà riservarsi altre occasioni, in mancanza di un servizio abbandonato alla scadenza, nel 2018, della convenzione con la Pro loco.
È una mancanza gravissima per chi deve impegnarsi a fare del turismo la principale fonte di reddito del territorio insieme alla pesca e all'agricoltura. Perché è proprio di territorio, turismo, cultura ed enogastronomia locale che s'è occupata la Pro loco di Porto Tolle con la gestione dei servizi di Informazioni e accoglienza turistica.
Se il rilancio e lo sviluppo del turismo nel 2019, secondo Pizzoli, parte dalla tanta tristezza di far leggere ai turisti "L'Ufficio Turistico IAT è chiuso fino a nuove disposizioni", proprio quando è il momento di utilizzare una delle trasmissioni tv più note, "4 ristoranti" dello chef Alessandro Borghese, per valorizzare al meglio la tradizione e le potenzialità del territorio, allora questo è il modo peggiore per "cambiare verso".
È una mancanza gravissima per chi deve impegnarsi a fare del turismo la principale fonte di reddito del territorio insieme alla pesca e all'agricoltura. Perché è proprio di territorio, turismo, cultura ed enogastronomia locale che s'è occupata la Pro loco di Porto Tolle con la gestione dei servizi di Informazioni e accoglienza turistica.
Se il rilancio e lo sviluppo del turismo nel 2019, secondo Pizzoli, parte dalla tanta tristezza di far leggere ai turisti "L'Ufficio Turistico IAT è chiuso fino a nuove disposizioni", proprio quando è il momento di utilizzare una delle trasmissioni tv più note, "4 ristoranti" dello chef Alessandro Borghese, per valorizzare al meglio la tradizione e le potenzialità del territorio, allora questo è il modo peggiore per "cambiare verso".
Pizzoli, secondo il metro di giudizio dello chef Borghese, lascia senza location i servizi di informazione e accoglienza turistica. Non ha un menù, in attesa di capire cosa sarà della convenzione precedente. E così, lascia i turisti senza un serviziofondamentale, e fa pagare il conto agli imprenditori che tanto hanno investito per il turismo a Porto Tolle. E così il voto per Pizzoli è zero.
È chiaro che la ricetta di Pizzoli per il turismo, la cultura e l'enogastronomia locale non ha ingredienti, non ha idee e lascia nell'incertezza non solo la gestione di un servizio che serve a far crescere Porto Tolle e tutto il Delta: Pizzoli rende incerto anche il futuro dei tre dipendenti, e delle loro famiglie, che finora s'erano occupati dello Iat con ottimi risultati.
È chiaro che la ricetta di Pizzoli per il turismo, la cultura e l'enogastronomia locale non ha ingredienti, non ha idee e lascia nell'incertezza non solo la gestione di un servizio che serve a far crescere Porto Tolle e tutto il Delta: Pizzoli rende incerto anche il futuro dei tre dipendenti, e delle loro famiglie, che finora s'erano occupati dello Iat con ottimi risultati.
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